p 18 .

Paragrafo 3 . Max Stirner.


La morte di Dio.
     
Quanti  -  come Feuerbach - hanno pensato di risolvere il problema  di
Dio  (e  dell'Assoluto)  portando alle  estreme  conseguenze  l'opera
dell'illuminismo, cio sostituendo l'uomo a Dio, non si rendono conto
di  avere  operato un semplice spostamento: hanno fatto diventare  dio
l'uomo.
     All'inizio  della  seconda parte della sua  unica  grande  opera,
L'unico e la sua propriet, Max Stirner scrive: All'inizio del  nuovo
tempo  si  affaccia "l'uomo-dio". Al suo tramonto dileguer dall'uomo-
dio  solamente dio? E pu l'uomo-dio veramente morire se in lui  muore
solamente  dio? Non si  pensato a questo problema e si   pensato  di
aver  risolto  tutto  portando  alle sue estreme  conseguenze  l'opera
dell'illuminismo: il superamento di dio; non si  osservato che l'uomo
ha  ucciso dio solo per diventare egli stesso - "unico dio nei cieli".
Certo, si  spazzato via l'aldil che  fuori di noi e si  portata  a
termine la grande impresa degli illuministi; solo che l'aldil  che  
in  noi    divenuto un nuovo cielo e ci chiama per una nuova scalata:
dio  ha  dovuto cedere il passo non a noi, ma - all'uomo. Come  potete
credere  che  sia morto l'uomo-dio, se prima, oltre a  dio,  non  sar
morto in lui anche l'uomo?(34.)
     Noi  dobbiamo ancora liberarci dall'uomo. Noi siamo l'insieme  di
tanti io, di tanti individui unici e irripetibili.
     Feuerbach,  dopo  aver diviso l'io dal tu,  rende  il  tu  uguale
all'io,  annulla nell'umanit tutte le differenze fra  gli  individui,
mantiene  un  atteggiamento  di  fatto  idealista  e  riproduce  una
scissione fra il nostro io individuale e il nostro io essenziale.(35)
     
     p 19 .
     
     Il  fatto che Feuerbach abbia posto all'interno dell'uomo ci che
era  considerato  esterno, che lo abbia chiamato  essenza  dell'uomo
anzich  dio,  del tutto irrilevante, perch Io non sono n dio,  n
l'uomo, n l'ente supremo, n la mia essenza, sicch  indifferente se
io  penso all'essenza come qualcosa che  in me o che  al di fuori di
me(36).
     
Per la distruzione dell'oggetto (di tutto quanto non  io).
     
Nessun  cambiamento    tale  fintanto che  resta  qualcosa  di  altro
rispetto  al soggetto individuale: tutti i rovesciamenti, in  quanto
mantengono  ci  che  rovesciato, non sono altro che miglioramenti,
riforme,    prodezze   del   giocoliere   sulla   corda    immobile
dell'oggettivit;  il  vero cambiamento   quello  distruttivo:  la
dissoluzione dell'oggetto.(37)
     Max  Stirner, con un linguaggio provocatorio, del tutto  estraneo
alla  tradizione filosofica, in rivolta contro tutto e  contro  tutti,
attacca  i  princpi  pi  sacri non solo  del  pensiero  religioso  e
metafisico, ma anche di quello ateo e materialista.
     Cosa  c'  per  l'uomo  di pi sacro della libert?  In  essa  si
realizza  l'uomo. La libert  stata intesa nelle maniere pi diverse,
ma  nessuno  ha mai osato metterla in discussione. Per  Stirner    il
primo principio da rifiutare. Che cosa vuol dire libert, liberazione,
liberarsi?  Semplicemente  privarsi di  qualcosa:  Essere  libero  da
qualcosa - significa solo: "essere privo di". "Egli  libero  dal  mal
di  capo"   uguale a: non ce l'ha pi(38). Il massimo della  libert
(essere  liberi da tutto)  uguale a non avere pi nulla, e  diventare
cio un'entit astratta.
     Alla  libert  Stirner contrappone la propriet (Eigenheit):  Io
sono  libero da ci di cui mi sono liberato, sono proprietario di  ci
che  ho in mio potere, o di ci che possiedo. Io sono proprietario  di
me  stesso  in  ogni momento e in ogni situazione, se io comprendo  di
possedere me stesso senza confondermi con gli altri(39).
     Quello  di Stirner  un concetto di propriet che ha ben  poco  a
che  fare  con  il  diritto alla propriet privata  riconosciuto  come
naturale   da  Aristotele  e  da  Hegel  e  diventato   un   cardine
dell'ideologia  liberale: per Stirner la propriet   prima  di  tutto
possesso di s, identificazione dell'individuo con se stesso.
     Io  sono  il  proprietario  di me stesso  sia  internamente  che
esternamente.  Il mio corpo, nella mia condizione di  schiavo,  non  
"libero"  dai tormenti della tortura e dalle vergate sotto il  dominio
di un padrone spietato; ma le mie
     
     p 20 .
     
     ossa  sono  quelle che si piegano alla tortura, la mia fibra  che
vibra sotto percosse, ed io soffro perch il mio corpo soffre. Che  io
gema  e  tremi  dimostra  che  io sono  ancora  in  me,  che  sono  il
proprietario di me stesso. La mia gamba non  "libera" dalle bastonate
del  padrone, ma  la mia gamba e non pu essermi strappata.  Provi  a
strapparmela e vedr se ci che ha  ancora la mia gamba! In mano egli
non  ha altro che il cadavere della mia gamba, che  tanto poco la mia
gamba  quanto un cane morto  ancora un cane: un cane ha un cuore  che
batte, un cane morto non l'ha pi e non  perci pi un cane(40).  La
propriet per Stirner  il principio di individuazione e fa di ciascun
individuo  un unico, completamente distinto dagli altri,  principio  e
oggetto di se stesso. Di conseguenza il solo sentimento che consente
la conservazione e l'autocoscienza dell'individuo  l'egoismo.
     Rifletteteci  e  decidete se volete porre sulla vostra  bandiera
il  sogno  della "libert" oppure la dimensione dell'"egoismo",  della
"propriet".  La "Libert" stimola la vostra rabbia contro  tutto  ci
che voi non siete; l'"egoismo" vi chiama alla gioia di voi stessi,  al
godimento  di  voi stessi; la "libert" , e rimane, un desiderio,  un
lamento romantico, una speranza cristiana nell'aldil e nel futuro; la
"propriet"   una realt, che da se stessa emargina ogni non  libert
che  vi ostacola il cammino. Da ci che non vi arreca fastidio voi non
volete  diventare  liberi, e se ci comincia a infastidirvi,  sappiate
che "dovete ubbidire pi a voi stessi che agli uomini!"(41).
     Homo  homini  lupus   la condizione naturale  dell'uomo  sulla
Terra:  ebbene,  questa  condizione va rispettata  e  valorizzata  con
qualsiasi mezzo. Io mi garantisco la libert rispetto al mondo  nella
misura  in cui mi approprio del mondo, cio "me lo conquisto e  me  ne
impossesso",  sia  mediante una qualsiasi forza,  la  persuasione,  la
preghiera,   la   richiesta  categorica,  sia  mediante   l'ipocrisia,
l'inganno, eccetera(42).

La rivolta contro i tiranni.
     
L'egoismo    il mezzo per liberarsi dagli ostacoli che  impediscono
all'individuo di realizzarsi, e che sono l'unica cosa  da  cui  ci  si
deve  liberare;  non  si  pu  - come fa  l'opposizione  politica  -
chiedere  ai  sovrani  la nostra emancipazione.  I  sovrani  devono
dichiarare  maggiorenni  i  loro  popoli,  cio  emanciparli!  Se   vi
comportate  da maggiorenni, lo siete anche senza una dichiarazione  di
maggiore  et, se non vi comportate cos non ne siete degni, ed  anche
con  una  dichiarazione non sarete tali. I Greci, nella loro maturit,
cacciarono i loro tiranni; il figlio maggiorenne si rende indipendente
dal  padre.  Se  quelli  avessero atteso fino a  che  i  loro  tiranni
avessero concesso loro, per grazia, la maggiore et, avrebbero  potuto
aspettare  a  lungo. Un padre ragionevole getta il  figlio  che  vuole
diventare  maggiorenne fuori di casa e tiene la casa tutta per  s;  
giusto  che il figlio sia abbandonato. Colui al quale  stata concessa
la  libert non  pi di un liberato, di un libertinus, simile  ad  un
cane che si trascina

p 21 .

un  pezzo della catena:  uno schiavo in veste di libert, o un  asino
nella pelle di un leone(43).
     
Contro il liberalismo.
     
Nessuna  delle  forme di societ e di stato (esistenti  o  ipotizzate)
garantisce - secondo Stirner - la condizione di piena padronanza di s
e quindi l'affermazione dell'individuo nella sua unicit.
     Stirner  dedica molte pagine della sua opera alla  critica  delle
varie forme di liberalismo.
     Egli  si  esprime contro il liberalismo politico, che  garantisce
la libert personale e fa diventare le persone uguali l'una all'altra,
negando loro totalmente il possesso.(44)
     Nel liberalismo sociale Stirner scorge non l'eliminazione, ma  il
rafforzamento  di  questa  negazione del  possesso:  se  l'uguaglianza
garantita  dal liberalismo politico  solo formale, visto che  restano
gravi  disuguaglianze sul piano della propriet,  allora  -  dicono  i
socialisti  -  nessuno  deve  avere propriet,  solo  la  societ  pu
mantenere il possesso.(45)
     Stirner  passa  quindi  alla contestazione  di  quello  che  egli
definisce  liberalismo umano, riferendosi a posizioni  presenti  nella
Sinistra  hegeliana (ad esempio in Bruno Bauer), secondo le  quali  il
punto di vista socialista, in quanto punto di vista dei lavoratori,  
unilaterale  ed  egoistico,  tende a un interesse  di  parte,  e  deve
pertanto   essere  superato  da  un  punto  di  vista   che   abbracci
l'interesse   puramente   umano.   Il   liberalismo   umano   toglie
all'individuo - oltre alla propriet - l'altra caratteristica  che  lo
fa essere unico, cio l'egoismo: Il lavoratore di questo tipo non 
"egoistico", perch non lavora per i singoli, n per s,  n  per  gli
altri  individui, e dunque non per individui singoli, ma per l'umanit
e  per il suo progresso: egli non calma sofferenze individuali, non si
cura  di  esigenze  singole, ma distrugge  quei  limiti  nei  quali  
costretta  l'umanit, elimina pregiudizi che dominano tutta  un'epoca,
supera  gli  ostacoli che sbarrano la strada a tutti, cancella  errori
nei  quali  gli uomini si trovano irretiti, scopre verit che  da  lui
vengono  trovate  per tutti e per tutti i tempi, in  breve  -  vive  e
lavora per l'umanit(46).

Non societ ma associazione.
     
Qualsiasi  forma  di  societ, come qualsiasi  forma  di  stato,  nega
pertanto l'individuo. La societ  la condizione naturale dell'uomo,
dalla quale egli deve

p 22 .
sciogliersi  per  affermarsi  come Io. Nessuna  rivoluzione  che  miri
soltanto alla trasformazione o al miglioramento della societ  -  come
abbiamo visto(47) - pu portare all'affermazione dell'unico.
     Pu  essere  interessante soffermarsi un  momento  sul  carattere
naturale  della societ: Non  l'isolamento e l'esser soli  scrive
Stirner  l'originaria dimensione dell'uomo, ma la societ. La  nostra
esistenza  comincia con il pi intimo dei legami, poich noi  viviamo,
prima  ancora  di respirare, insieme alla madre. Anche quando  abbiamo
visto  la  luce del mondo stiamo ancora vicini al seno  di  un  essere
umano,  il suo amore ci culla nel grembo, ci lega con un guinzaglio  e
ci  incatena con mille legami alla sua persona. La societ  la nostra
condizione  naturale.  Perci, quanto  pi  impariamo  a  sentire  noi
stessi,  sempre  meno stretto diventa il legame intimo  originario,  e
diventa evidente lo sciogliersi della societ originaria. La madre ora
deve andare a sottrarre il figlio, che prima stava sotto il suo cuore,
alla  strada e ai compagni di gioco, se lo vuole avere ancora per  s.
Il  bambino  preferisce i rapporti con i suoi simili alla  societ,  a
quella  societ  che non  stato lui a scegliere,  ma  nella  quale  
nato(48).
     C'  quindi nell'uomo una condizione sociale naturale, ma anche
- come dimostra il bambino che lascia la madre per andare a giocare in
strada  con  gli  amici - una naturale tendenza a svincolarsi  dalla
societ e a instaurare rapporti con i propri simili (non uguali).
     Da  questi rapporti - nei quali l'altro  visto non uguale a  me,
ma simile, cio come me individuo unico - nasce l'associazione.
     L'associazione si differenzia dalla societ perch privilegia  la
propriet rispetto alla libert.
     C'  differenza  se la societ limita la mia libert  o  la  mia
propriet.  Nel primo caso si tratta di un'unione, di un  accordo,  di
un'associazione; ma se viene minacciata la propriet si tratta di  una
forza  in  s e per s, di una forza sopra di me, per me inaccessibile
[...](49).
     Stirner  riconosce  che  il rapporto dell'individuo  con  i  suoi
simili  implica una limitazione della libert (rispetto a questo,  fra
lo  stato e l'associazione non ci sono differenze sostanziali),(50) ma
non    accettabile alcuna limitazione alla propriet, che l'individuo
porta tutta intera nell'associazione.
     
     p 23 .
     
     Nell'associazione  tu  porti  tutta  la  tua   forza,   la   tua
ricchezza, fai valere te stesso, nella societ vieni utilizzato con la
tua forza lavoro; in quella vivi egoisticamente, in questa umanamente,
cio  religiosamente, come "membro del corpo di questo signore":  alla
societ  sei  debitore  di  ci  che hai,  hai  dei  doveri  nei  suoi
confronti, sei - ossessionato dai "doveri sociali", l'associazione  la
sfrutti  e  l'abbandoni  senza vincoli di fedelt  e  senza  obblighi,
quando vedi di non poter trarre da essa pi alcun utile. Se la societ
  pi di te,  per te qualcosa di superiore; l'associazione  solo il
tuo  prodotto  o  spada con la quale affini ed aumenti  le  tue  forze
naturali;  l'associazione esiste per te e  grazie  a  te,  la  societ
invece  si  serve  di te ed esiste anche senza di  te;  in  breve,  la
societ    santa, l'associazione  tua, tua propriet; la societ  ti
sfrutta, l'associazione viene sfruttata da te(51).


Stirner anarchico.
     
Stirner  considerato il padre dell'individualismo anarchico: a lui si
rifanno  i  principali  pensatori anarchici del diciannovesimo  secolo
(Bakunin,  Kropoktin); come anarchico piccolo-borghese    bollato  da
Marx ed Engels.(52)
     In  realt  -  come  abbiamo cercato di mostrare  -  l'anarchismo
individuale  di  Stirner va, ovviamente, contro ogni ipotesi  di  tipo
socialista o comunista, ma  anche fortemente antagonista alla societ
borghese e alla sua visione del mondo.
     Quella  di  Stirner    una opposizione alla  modernit  ben  pi
radicale  di quella che sosterr Marx: Stirner, anticipando Nietzsche,
non  si preoccupa di sapere da dove provengono le idee e quali siano
le  idee  giuste;  come Antistene (che vede  e  conosce  soltanto  i
cavalli, e non la cavallinit)(53), Stirner non vuol sentir  parlare
di  idee o concetti: La questione concettuale: "Che cos' l'uomo?"  -
si   trasformata in quella personale: "Chi  l'uomo?". Nel "che cosa"
si  cercava il concetto per realizzarlo; nel "chi" non c' pi  alcuna
questione,  ma la risposta  data in modo personale gi da  colui  che
interroga: la risposta a quella domanda viene da s(54).
     La  domanda t esti (che cosa ?), che da Socrate e Platone  ha
dominato   la   filosofia  occidentale  -  impegnata   nella   ricerca
dell'universale  da opporre al finito e al divenire -,  ha  perso  per
Stirner  ogni significato: per lui non ha senso tentare di  conciliare
finito  e  infinito, dal momento che finito e infinito  non  esistono:
esiste  solo l'essere unico, l'individuo; e se l'individuo, che nasce,
soffre  e  muore,    nulla,  allora  tutto  ci  che      solo   ed
esclusivamente nulla.
     Io  sono  proprietario della mia forza, e lo  so  quando  so  di
essere  unico.  Nell'unico  il  proprietario  ritorna  al  suo   nulla
creatore,  dal  quale  nato. Ogni essere sopra di me,  sia  dio,  sia
l'uomo, indebolisce il senso della mia unicit e
     
     p 24 .
     
     impallidisce  al  Sole di questa coscienza. Se io  pongo  la  mia
causa  su  me  stesso, l'unico, essa poggia sul passeggero  e  mortale
creatore di s, il quale consuma se stesso, e io posso dire:
     Ho posto la mia causa su nulla(55).
     Il  riconoscimento  dell'unicit  dell'individuo,  di  tutti  gli
individui,   per Stirner l'antidoto a ogni tirannia, sotto  qualsiasi
forma o maschera si presenti: l'uomo come forza, l'uomo che lotta,  la
dimensione  eroica  dell'individuo, l'io-in-rivolta    il  fondamento
della vera democrazia.

Stirner, il fascismo e la filosofia.
     
Stirner,  il cui nichilismo - come quello di Nietzsche -   quanto  ci
sia  di  pi lontano dalle ideologie totalitarie, che negano qualsiasi
valore all'individuo e che lo annullano nello stato e nel partito,(56)
ebbe in sorte di essere recuperato dal fascismo; ma - come Nietzsche
-  nel  secondo  dopoguerra anche Stirner ha riacquistato  la  propria
dignit  di filosofo, esponente di una filosofia che si sta  lasciando
(o  che si  gi lasciata) alle spalle la modernit e che rifiuta ogni
dogma.
     
L'unica opera di Stirner.
     
     Come  abbiamo gi detto, L'unico e la sua propriet    l'unica
opera  di  Stirner,  alla quale si affiancano solo alcuni  articoli  e
traduzioni.  Riportiamo  qui  di  seguito  l'indice  dell'Unico,   che
proponiamo come schema riassuntivo di tutto il suo pensiero:
     
     Ho posto la mia causa su nulla.
     
     Parte prima - L'uomo.
      primo - Una vita umana.
     secondo -Uomini del tempo antico e moderno.
      1 . Gli antichi.
      2 . I moderni.
           1 . Lo spirito.
           2 . Gli ossessi.
           3 . La gerarchia.
      3 . I liberi.
           1 . Il liberalismo politico.
           2 . Il liberalismo sociale.
           3 . Il liberalismo umano.
     
     p 25 .
     
     Parte seconda - Io.
       primo -La propriet.
      secondo -    Il proprietario.
      1 . La mia forza.
      2 . I miei rapporti.
      3 . Il mio autogodimento.
     terzo -  L'unico.
